Nel mondo dei gioielli e delle pietre preziose si parla già da qualche tempo di diamanti lab grown e di recente anche i grandi marchi della gioelleria mondiale (De Beers, Svarowski, Tiffany & Co.) hanno lanciato le loro prime linee dedicate a queste pietre dal sapore avveniristico.
Come nascono e quali solo le loro caratteristiche? Scopriamolo insieme.
Un po’ di storia
Anche se possono sembrare un’invenzione contemporanea, i diamanti lab grown hanno una storia che inizia nel 19° secolo.
Dopo la scoperta che il diamante è composto di carbonio puro, iniziano infatti le sperimentazioni per tentare di produrre queste pietre preziose in laboratorio. I primi tentativi documentati risalgono al 1879.
È dagli anni ’40 però che si sviluppa una ricerca sistematica in questo campo e si perfezionano i processi di produzione ancora oggi in uso:
– HPTP, attraverso il quale la particella di carbonio viene sottoposta ad alta temperatura ed alta pressione
– CVD, che sfrutta invece la deposizione chimica di vapore per realizzare diamanti partendo da una miscela di gas.
Nel 1954, in U.S.A. viene raggiunto il primo successo commerciale. Lo scienziato Tracy Hall, utilizzando una pressa di sua invenzione, riesce a sintetizzare il primo diamante con un metodo affidabile e verificato.
Le pietre prodotte sono però di dimensioni troppo piccole (la più grande misura 0,15 mm di diametro) e presentano troppe imperfezioni per poter essere destinate ai gioielli.
Diamanti evoluti
A distanza di quasi 100 anni da quei primi esperimenti, le tecniche di produzione si sono evolute e continuano a perfezionarsi, permettendo oggi di produrre pietre in tutto e per tutto identiche a quelle naturali ma con alcuni vantaggi.
In primo luogo, i diamanti creati in laboratorio sono disponibili in una gamma più ampia per dimensioni e qualità. La rapida evoluzione delle tecnologie permette infatti di produrre pietre sempre più grandi e sempre più belle.
A parità di dimensioni e qualità però, i prezzi dei diamanti lab grown sono decisamente inferiori rispetto a quelli naturali.
Queste differenze di prezzo e la loro origine artificiale inducono molte persone a credere che i diamanti creati in laboratorio siano delle imitazioni delle pietre preziose naturali.
I lab grown sono invece dei veri e propri diamanti (stessa composizione chimica e stesse caratteristiche fisiche di quelli naturali) e come tali vengono certificati dai principali istituti gemmologici mondiali (IGI e GIA).
Oltre ai vantaggi economici e alle qualità estetiche i diamanti lab grown possiedono poi virtù di carattere etico che quelli naturali non possono vantare. Con la produzione di diamanti in laboratorio si evitano infatti i conflitti sociali, la violazione dei diritti umani e i danni ambientali derivanti dall’estrazione e dallo sfruttamento delle miniere.
I lab grown diamonds sono quindi la risposta a coloro che cercano una soluzione etica ed economica senza rinunciare alla bellezza e alle qualità di un vero diamante.
